Le non monogamie – dette anche “non monogamie consensuali” o “non monogamie etiche” – sono stili relazionali in cui più persone intrecciano legami sentimentali e/o sessuali con il consenso di tutti i soggetti coinvolti.
Sotto questo grande ombrello rientrano diversi tipi di relazione: coppia aperta, non monogamia gerarchica e non gerarchica, poliamore, anarchia relazionale, co-parenting, relazioni mono-poly e, in generale, tutte le relazioni che coinvolgono più persone. Queste sono solo etichette in cui possiamo riconoscerci in misura diversa, entro le quali muoverci nel tempo e che possiamo anche non ritenere necessarie.
Questi modelli sono più diffusi di quanto si sarebbe portati a pensare: secondo alcuni studi (Moors et al., 2021), almeno il 10% della popolazione ha fatto esperienza di relazioni non monogame consensuali almeno una volta nella vita.
Il mondo in cui viviamo in genere riconosce la monogamia come l’unico modello possibile e “normale”. Per questo motivo anche chi ha lavorato per decostruire questi pregiudizi inevitabilmente avrà interiorizzato una quota di mononormatività, che a sua volta si intreccia con aspetti omo-, bi- e transfobici e con visioni maschiliste della relazione.
Da ciò può nascere senso di colpa, insicurezza o la sensazione di “non essere abbastanza”.
Come in qualsiasi tipo di relazione anche nelle non monogamie le persone possono vivere difficoltà, sofferenze e crisi; attribuirle al fatto di essere in una relazione non monogama significa cadere in un pregiudizio mononormativo e mettere in atto una vera e propria microaggressione.
Può tuttavia capitare anche che, per legittimare la propria scelta in un contesto culturale fortemente monogamo, alcune persone tendano a non parlare delle difficoltà che incontrano: la gelosia verso un metapartner, il bisogno di sicurezza o di priorità, i momenti di incertezza, o persino il desiderio di tornare a una relazione monogama.
Quando queste difficoltà non trovano spazio, si rischia di costruire una sorta di “polinormatività” o “poliperformatività” in cui le relazioni non monogame appaiono essere la ricetta per guarire ogni male e risolvere ogni problema, dimenticandoci però di prenderci cura di noi stess*.
- Migliorare la comunicazione nelle relazioni.
- Esplorare i significati e gestire la gelosia.
- Gestire relazioni mono-poly.
- Esplorare i tipi di attrazione che sperimentiamo.
- Esplorare i sentimenti legati alla performatività relazionale.
- Elaborare le reazioni negative di persone significative riguardanti il nostro stile relazionale.
- Aiutare a definire accordi precisi e condivisi nelle relazioni.
- Affrontare i problemi dovuti a stigma sociale e che influiscono sulla relazione.
- Gestire le crisi legate a transizioni (separazioni, nuovi partner, cambiamenti di vita ecc.).
Oltre a tutte le problematiche non specifiche delle non monogamie e che riguardano la persona singola o la relazione.

